UNA CASA, E UNA FAMIGLIA E UN PANDORO
- Stella
- 28 dic 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Nella vita ci son poche cose come il sonno che mi hanno fatto venire voglia di controllare il tempo. Ad esempio, fermare il tempo e dormire per altre cinque o sei ore o tornare indietro al momento in cui sono andata a dormire per andare a dormire un po’ prima (ma tanto lo so che sono talmente imbecille che andrei comunque a dormire tardi). Ma stamattina mi è pesato particolarmente alzarmi dal letto, perché avrei potuto dormire tranquillamente fino a ora di pranzo e non pranzare fino a ora di cena - e non dormire fino all’ora di alzarsi - invece mi è stato chiesto di scrivere qualcosa sulla felicità: con tre ore di sonno scarse mi sono seduta alla scrivania e ho pensato, minchia, sono proprio infelice. Poi mi son chiesta, ma sono mai stata felice? E siccome la risposta era no mi son tranquillizzata, e ho pensato che però qualcosa che mi rende felice c’è, e spesso si tratta anche solo di vedere qualcun altro felice per qualcosa, tipo Giancarlo Ceccopieri ad esempio, un mio amico giornalista che augura ‘buona giornata’ agli sconosciuti tanto per esser gentile. Che poi ci ho pensato bene e se invece di dire: buona giornata, si dicesse ‘goditi le tue prossime 24 ore’ significherebbe la stessa cosa ma sembrerebbe una minaccia. A me quando ero piccola metteva felicità il fatto che sarei cresciuta, perché i film e le pubblicità mi avevano venduto un’ottica distorta della vita degli adulti in cui per ogni problema c’era un farmaco che l’avrebbe sicuramente risolto e un cibo che non ti avrebbe fatto ingrassare, ma volendo, anche un paio di jeans che porterà una pletora di gente a seguirti per le strade stranamente desolate di New York - ma su quest’ultima ho ancora qualche speranza. O la pubblicità del pandoro, che mi ha convinto che devo sentirmi in dovere di esser felice perché ho una casa, e una famiglia, e un pandoro; se io fossi un sette nano mi chiamerei Scrupolo.
L’altro giorno è passata in tv una pubblicità su dei biscotti e questa signorina in un grazioso vestito lavorava in ufficio ed era stressata, la voce narrante della pubblicità ha detto che Paola - si chiamava Paola - lavorava in ufficio ed era stressata, ma poi torna a casa e il momento più felice della sua giornata è quando finalmente ha tempo per mangiare i suoi biscottini integrali con farina di farro senza grassi né zuccheri aggiunti.
Paola, che vita di merda.
_edited.jpg)



Commenti